SINGOLI
VALE
PIOGGIA D'APRILE
CE VORREBBE PIÙ TEMPO
BIO

“Canto / perché qua c’è rimasto solo questo 
però quanno che scrivo io me perdo / e me scordo de tutta sta noia 
Canto / pe quelli come me che hanno pianto 
de gioia e dolore in un momento / che te sentivi solo 
e qualcuno ti è rimasto un po’ più accanto.” 
 
Mi chiamo Andrea Santelli, sono nato nei Castelli Romani la Domenica del 30 Maggio del 1993, e sono nato per la musica e per scrivere canzoni.  
La mia passione per la musica? È nata sempre di Domenica, era d’estate però e io avevo poco più di sette anni.  
Avevamo organizzato un pranzo con tutta la comitiva di amici dei miei genitori, uno di loro aveva una vigna e spesso e volentieri ci riunivamo tutti lì per passare belle giornate insieme. Poi c’era Claudio, il musicista del gruppo, sempre con la chitarra ovunque egli andasse, e quel giorno, dopo la solita ricca abbuffata prese la chitarra e ci mettemmo tutti insieme a cantare all’ombra di un grande albero.  
Beh io durante quella cantata non sono riuscito neanche per un momento a togliere lo sguardo da quelle mani su quella chitarra, e mentre si cantava Battisti, sognavo un giorno di diventare proprio come lui.  
Poi la cantata finì, e Claudio mi fece sedere accanto a lui e mi mise in mano la sua chitarra mentre il mio cuore batteva all’impazzata.  
Da lì è iniziato tutto.  
Chiesi ai miei genitori di iscrivermi a un corso di chitarra della parrocchia dove abitavo e iniziai le prime lezioni con una chitarra che usava mio nonno quando era bambino, ma quello fu il mio primo gioiellino.  
Col passare degli anni durante l’adolescenza mi regalarono la mia prima elettrica, fu amore a prima vista. I primi gruppi dove facevamo musica rock nel garage del bassista, i miei primi passi su un palcoscenico.  
Poi all’età di 19 anni, finiti gli studi a cui non avevo mai dato tanta importanza perché passavo interi pomeriggi a spaccare le orecchie ai miei poveri vicini, iniziai a lavorare con mio padre come idraulico. Iniziava la vita vera, quella fatta di sacrifici e poco tempo. Ho cambiato parecchi lavori nel corso degli anni, perché ogni volta sentivo che quello non fosse il mio mondo, sentivo il bisogno di continui stimoli, di fantasia, e tutta questa fame di vita che avevo iniziai a trasformarla in canzoni, delle volte rabbiose, delle volte dolci, delle volte ribelli. Sentivo la necessità di esprimermi nel modo migliore che sapessi fare, LA MUSICA!  
E ogni volta che finivo di scrivere una canzone mi convincevo sempre di più che era LA MUSICA quello che volevo fare nella vita.  
Quindi con la chitarra in spalla ho iniziato a girare per vari locali di Roma a far sentire quello che avevo da dire fra le cover imposte dai locali, fino a quando non ho conosciuto la mia band. Ragazzi fantastici, esperti più di me nel mondo della discografia e di come funziona. Adesso posso ritenermi un cantautore a tutti gli effetti, che scrive delle vite delle persone e della quotidianità che ci gira intorno. Felice della vita che faccio, perché per me la cosa più importante è fare nella vita quello che ti rende fiero di te stesso, che tu sia povero o miliardario. Uno dei miei tanti desideri è quello di insegnare ai miei figli che siamo nati per inseguire i nostri sogni e che bisogna lottare giorno e notte per non farceli portare via. 
Andrea